Quando due persone non riescono a sentirsi, la soluzione classica e' un ripetitore messo in alto: sente il debole e lo ritrasmette forte, cosi' tutti si sentono. I ripetitori veri hanno due apparati, uno che riceve e uno che trasmette nello stesso istante. Questa radio ne ha uno solo, e questo cambia tutto: o ascolta o parla, mai insieme.
Quindi funziona cosi': ascolta il messaggio, aspetta che chi parlava abbia finito, e poi lo ripete. Chi e' in fondo alla valle sente la frase due volte, la seconda con calma e forte. Non e' una conversazione in diretta: e' un messaggero che aspetta il suo turno.
Detta cosi' sembra un ripiego, ed e' esattamente il motivo per cui va spiegata prima.
Chi sta in basso a sinistra chiama: la radio lasciata in cima lo sente e registra (1). Quando lui ha finito, la radio ripete il messaggio verso l'altro versante (2). I due in basso, fra loro, non si sentirebbero: il rilievo e' in mezzo.
1Come si comporta, passo per passo
Le regole di educazione sono la parte piu' importante di tutto il modulo.
- Sta in ascolto e registra chi trasmette, scartando i colpetti e le code di squelch che non sono voce.
- Aspetta un attimo dopo la fine, il tempo di cortesia: se l'altro stava solo prendendo fiato, non gli taglia la parola.
- Controlla che il canale sia libero. Non trasmette mai sopra qualcuno che ha gia' cominciato: se il canale resta occupato a lungo, rinuncia e butta via il messaggio invece di sovrapporsi.
- Ripete il messaggio, poi resta zitto un momento prima di rimettersi in ascolto, cosi' non rincorre la propria coda.
Una sola unita' per canale. Due radio in ripetizione sulla stessa frequenza si rimbalzerebbero la voce all'infinito, e nel giro di un minuto il canale sarebbe inutilizzabile per tutti. Non c'e' un meccanismo che lo impedisca: e' scritto anche sul display della radio, e va rispettato.
2Quando serve davvero
montagnaLa cresta in mezzo
Due gruppi ai lati di un rilievo non si sentono. Una radio lasciata sul valico, anche solo per la giornata, li rimette in contatto.
→ L'uso classico, e quello che rende di piu'.
lavoroIl capannone e il piazzale
Dentro l'edificio le radio si sentono male. Una lasciata vicino a una finestra fa da tramite verso chi sta fuori.
→ Si mette e si toglie in un minuto, senza installare niente.
emergenzaQuando manca tutto
In una zona senza copertura, una radio in alto e' l'unica infrastruttura che si riesce a improvvisare con quello che si ha in tasca.
→ Nessun palo, nessuna autorizzazione di impianto, nessuna corrente di rete.
3Cosa ti serve
dentroIl circuito audio
Per registrare la voce, la radio legge il segnale grezzo al suo interno: serve il pezzetto di circuito che molte schede non montano di fabbrica.
→ Senza, il ripetitore non puo' catturare niente.
correnteAlimentazione vera
Ripetere consuma: ogni rilancio e' una trasmissione. Con la sola batteria si va avanti poche ore, e la radio si ferma da sola quando scende troppo.
→ Per un uso di giornata serve una batteria esterna.
4I limiti, detti prima
- Non e' un ponte. Il messaggio arriva dopo, non durante: chi e' abituato ai ripetitori veri deve cambiare modo di parlare, con frasi brevi e un ritmo diverso.
- Si scalda e consuma. Un uso continuo mette sotto sforzo la parte che trasmette: e' un apparato portatile, non un impianto da traliccio.
- Va lasciato incustodito con giudizio. Una radio abbandonata su un valico e' una radio che puoi non ritrovare.
- Gli altri modi sono ancora in prova. Ripetere messaggi digitali o pacchetti di posizione e' scritto ma non collaudato in aria: quando lo sara', sara' detto qui.
5Il punto
E' la funzione che fa capire meglio di ogni altra cosa il senso di questo firmware: non aggiunge hardware, usa meglio quello che la radio ha gia'. Un apparecchio da quaranta euro lasciato su un valico diventa, per una giornata, l'infrastruttura che manca.