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Inseguire i palloni meteo

Due lanci al giorno da ogni stazione meteo, una scatoletta che racconta via radio dove si trova, e un display che te lo mostra in chiaro. Serve una modifica dentro la radio.

2lanci al giorno da ogni stazione
30 kmla quota che raggiunge prima di scoppiare
1modifica hardware necessaria

Sopra la testa di tutti, due volte al giorno, passa qualcosa che quasi nessuno sa che esista. Da ogni stazione meteo parte un pallone gonfiato a idrogeno con appesa una scatoletta bianca: sale per un'ora e mezza fino a trenta chilometri, misura temperatura, umidita' e vento, e per tutto il tempo racconta via radio dove si trova. Poi il pallone scoppia e la scatoletta torna giu' con un paracadute.

Quella scatoletta trasmette in chiaro, su una frequenza che questa radio riceve. Con il modulo giusto, il display mostra posizione, quota e velocita' di discesa: non e' un esercizio teorico, e' il modo in cui in tutta Europa la gente le recupera nei campi.

E' probabilmente la cosa piu' spettacolare che si puo' fare con una radio da quaranta euro.

1Cosa vedi sul display

Non toni da interpretare: numeri, quelli che servono per andarla a prendere.

La radiosonda manda un flusso digitale continuo. Il firmware lo decodifica e ne tira fuori le cose utili: dove si trova adesso, a che quota, se sta ancora salendo o e' gia' in caduta. Da quando comincia a scendere, l'informazione diventa concreta: e' un oggetto che sta arrivando a terra da qualche parte, e tu sei uno dei pochi che sa dove.

saleLa salita

Un'ora e mezza per arrivare a trenta chilometri. La senti da lontanissimo, perche' in quota non c'e' niente in mezzo.

→ E' la fase in cui e' facile: sei praticamente in vista.

scoppiaLo scoppio

Il pallone cede e la sonda comincia a cadere: prima velocissima, poi frenata dal paracadute quando l'aria si fa densa.

→ Da qui in poi conta ogni pacchetto ricevuto.

cadeLa caccia

Negli ultimi chilometri scende sotto l'orizzonte radio e sparisce. L'ultima posizione ricevuta e' il punto da cui si comincia a cercare.

→ Il resto sono scarpe, e un po' di fortuna.

2La cosa che fa fallire quasi tutti

Ed e' un errore di sintonia, non di firmware.

Le sonde non trasmettono tutte sulla stessa frequenza, e non trasmettono esattamente su quella dichiarata: uno scarto di dieci chilohertz e' normale. Se metti la radio sul numero tondo e la sonda sta poco piu' in la', non senti niente e concludi che non funziona. E' successo anche a noi in collaudo: il segnale c'era, mancava la sintonia giusta.

Regola pratica: prima cerca la portante con lo spettro, mettiti esattamente sopra, e solo dopo giudica se il decoder funziona. Le frequenze del giorno si sanno in anticipo, perche' i lanci sono agli stessi orari e dalle stesse stazioni.

3Cosa ti serve

Qui, a differenza delle pagine precedenti, la radio va aperta.

hardwareIl circuito audio

Il decoder non ascolta l'altoparlante: legge il segnale grezzo dentro la radio. Molte schede non hanno di fabbrica il pezzetto di circuito che lo porta al processore, e va aggiunto.

→ C'e' una pagina apposta, con come capire se la tua ce l'ha gia'.

antennaUn'antenna decente

Quella in dotazione riceve, ma per gli ultimi chilometri di discesa - i piu' importanti - conta molto piu' l'antenna del firmware.

→ E' l'investimento che rende di piu'.

4I limiti, detti prima

5Il punto

E' la funzione che convince chi pensava che una radio servisse solo a parlare. Non stai ascoltando una conversazione: stai leggendo la telemetria di un oggetto a trenta chilometri di quota, con un apparecchio che costa come una cena. Il giorno che ne recuperi una, la radio ha gia' ripagato tutto il pomeriggio passato a montarci il circuito audio.