La prima delusione di chi compra una radio e' sempre la stessa: la accende, gira la manopola e sente silenzio. Non e' rotta, e non e' la tua zona a essere muta. Il punto e' che una radio ascolta una frequenza alla volta, e le frequenze sono decine di migliaia: cercare a mano e' come cercare una stazione girando la manopola un millimetro per volta, di notte.
Questo firmware ribalta il problema. Invece di chiederti su quale frequenza metterti, guarda un pezzo di banda tutto insieme, ti mostra dove c'e' movimento e - se glielo lasci fare - tiene un diario di quello che ha sentito mentre non c'eri.
E' la differenza fra cercare e trovare.
1La radio guarda al posto tuo
Non una frequenza per volta: un pezzo di banda intero, disegnato sul display.
Con lo spettro la radio scandisce in continuazione un intervallo di frequenze e disegna quello che trova: dove c'e' un segnale, sul display cresce un rilievo. Non devi sapere in anticipo dove guardare, perche' lo vedi. E' il modo piu' rapido per rispondere alla domanda «in questo momento, qui, c'e' qualcuno che trasmette?».
guardareLo spettro
Un pezzo di banda a colpo d'occhio, aggiornato in continuazione. Le trasmissioni compaiono come rilievi: piu' e' alto, piu' il segnale e' forte.
→ Serve a capire dove c'e' vita, in pochi secondi.
annotareIl diario
La radio scrive quello che sente: frequenza, tipo di trasmissione, sottotono. Continua anche mentre sei al lavoro o dormi.
→ Al ritorno trovi un elenco, non il silenzio.
salvareI canali
Le righe del diario che ti interessano diventano canali veri e propri, con un nome, in coda a quelli che hai gia'.
→ Da elenco di numeri a radio pronta all'uso.
Perche' si chiama scansione veloce
La scansione classica di una radio fa una cosa sola: si mette su un canale, aspetta, e se non sente niente passa al successivo. Con qualche decina di canali va bene; con un pezzo di banda intero diventa disperante, perche' mentre controlla un capo puo' succedere di tutto all'altro. La scansione veloce di questo firmware guarda il livello del segnale saltando da una frequenza all'altra molto piu' in fretta, e invece di fermarsi a ogni sospetto disegna il quadro d'insieme. Il risultato pratico: quello che con la scansione normale richiede minuti, qui si vede in una schermata.
Funziona in due modi: sulle frequenze libere, per esplorare un pezzo di banda che non conosci, e sui canali gia' memorizzati, per sapere quale dei tuoi si e' animato mentre eri via. In tutti e due i casi il diario annota.
2Il diario: la parte che cambia le cose
Perche' l'attivita' vera non capita quasi mai nei dieci minuti in cui stai guardando.
Guardare lo spettro e' bello per dieci minuti. Il problema e' che la squadra che lavora in zona passa alle sei del mattino, il ripetitore si anima la sera, e la stazione che vorresti sentire trasmette quando tu sei al lavoro. Per questo la radio puo' tenere un registro: ogni volta che sente qualcosa, scrive una riga.
| Cosa annota | A cosa ti serve |
|---|---|
| La frequenza | e' l'unica cosa che serve per tornarci |
| Il tipo di trasmissione | voce, oppure qualcosa di digitale che non e' fatto per l'orecchio |
| Il sottotono | il codice che alcuni impianti pretendono per aprirsi: senza, non ti sentono |
| Quante volte | una frequenza sentita venti volte conta piu' di una sentita una volta sola |
Cosa NON dice il diario. Dice che su quella frequenza c'era qualcosa, non chi era ne' cosa diceva. Puo' essere un ripetitore, un mezzo di servizio, un cancello elettrico o un disturbo del tuo alimentatore. Distinguerli e' compito tuo, tornandoci ad ascoltare.
3Dal diario ai canali, senza copiare a mano
Il passaggio che di solito fa abbandonare: qui lo fa il programma.
Il registro si scarica sul computer con RadioManager, il programma gratuito che gestisce la radio. Li' lo vedi in tabella, ordinato, e scegli le righe da tenere. Quelle che spunti diventano canali di memoria: si accodano a quelli che hai gia', senza toccarli, e prima di scrivere in radio vedi il risultato e puoi ancora cambiarlo.
- Colleghi la radio al computer col cavetto e scarichi il registro.
- Guardi la tabella e spunti le frequenze che ti interessano davvero.
- Scegli in quale gruppo di canali metterle e dai conferma.
- Controlli l'elenco a schermo, e solo allora scrivi in radio.
Se le posizioni libere non bastano per tutte le righe scelte, il programma lo dice prima, con quante ne restano: non tronca la lista a meta' senza avvisare.
4Il sottotono: perche' li senti e loro non sentono te
Il malinteso piu' comune di chi comincia, e si risolve in un minuto.
Molti impianti ripetitori non si aprono per chiunque: pretendono che insieme alla voce arrivi un tono basso, quasi impercettibile, come una chiave. Se non lo mandi, tu li senti benissimo ma loro restano zitti, e sembra che la radio non trasmetta. La radio puo' scoprire da sola quel tono: ascolta un passaggio e ti dice qual e', tu lo salvi nel canale, e da quel momento entri.
5Cosa ti serve davvero
Poco, ed e' il punto.
hardwareLa radio e basta
Nessuna modifica, nessuna saldatura, nessuna scheda in piu'. Tutto quello che c'e' in questa pagina funziona su una radio appena comprata.
→ E' la ragione per cui questa e' la prima cosa da provare.
softwareIl cavetto e il programma
Servono solo per portare il registro sul computer e per salvare i canali. RadioManager e' gratuito e guida passo passo.
→ Il cavo di programmazione, quello si', va comprato.
6I limiti, detti prima
Cosa questa funzione non e', per non farsi aspettative sbagliate.
- Non e' un ricevitore da laboratorio. Lo spettro dice dove c'e' movimento, non misura con precisione: e' una bussola, non un metro.
- Non decodifica niente. Se la trasmissione e' digitale, il diario annota che c'era, ma per capirci qualcosa servono altri moduli, e alcuni di quelli chiedono una modifica dentro la radio.
- Non e' l'elenco di chi c'e' in zona. E' l'elenco di quello che la tua antenna, dove sta adesso, e' riuscita a sentire. Spostala di due metri e cambia.
- Le frequenze che disturbano sempre - un alimentatore, uno schermo - si mettono in una lista nera, altrimenti si prendono tutta la scansione.
7Il punto
In una serata si passa dal non sapere niente della propria zona ad avere un elenco di frequenze vive, salvate come canali, con i sottotoni giusti. Non e' un esercizio tecnico: e' quello che trasforma una radio muta comprata per curiosita' in una radio che ha qualcosa da farti sentire.
Ed e' la base di tutto il resto: le cose piu' avanzate - seguire i palloni meteo, leggere i messaggi digitali, parlare col proprio gruppo - partono sempre da qui, dal sapere cosa c'e' e dove.